La Folie

Per una volta vorrei fare un post un po’ diverso dal solito, l’idea mi e’ stata data da un commento di Xeena a proposito del contenuto di un post precedente. Quindi parlo di uno dei video che ho inserito nel post di sabato sera. Prima di cominciare, istruzioni perl’uso. Il post che segue non e’ un post che ha pretese di critica musicale, analisi di opera, valutazione critiche ne’ contenutistiche. Cerco di spiegare perche’ un brano musicale mi ispira, mi piace partendo da una manciata di fatti storici e raccontando quello che provo quando lo ascolto, o meglio, della mia idea riguardo quello che succede. I fatti potrebbero essere imprecisi perche’ come al solito il post non e’ preparato ma scritto di getto, quindi vado a braccio ed attingo ai miei ricordi.

Dunque dunque dunque. Parliamo dell’opera Platee, composta da Rameau. Innanzi tutto, definiamo tempo e spazio: siamo in Francia, a meta’ del XVIII secolo. L’occasione e’ quella del matrimonio di Luigi XV, Rameau e’ un rappresentante del teatro moderno dell’epoca.
Rameau compone un’opera buffa. La storia e’ semplicissima, e non riguarda questo post: alla povera, brutta, ma acidissima ninfa Platee viene giocato uno scherzo di pessimo gusto: le viene fatto credere che Giove si sia innamorato di lei, e che la voglia sposare. Le nozze vengono organizzate, ma nel bel mezzo l’inganno e’ svelato e la Platee torna scornata nel suo pantano.
Tutta l’opera e’ giocata su contrasti, il primo e piu’ importante tra tutti e’ quello della dissonanza tra musica e contenuto. Il contenuto e’ una burla, a volte grossolana. Ma la musica e’ sublime, elaborata, pomposa, di corte. In questa cornice si inseriscono tutti gli altri contrasti.
In particolar modo, a meta’ del secondo atto, quando ormai la trappola ai danni di Platee e’ bella che avviata, arriva un anti Deus ex-machina. Annunciata da strani figuri, e da una musica degna di un corteo regale, arriva niente meno che la Follia, il cui intento dichiarato e’ di rompere le scatole per dare una lezione a tutti. E’ un aniti Deus perche’ lungi dal risolvere la situazione, si preoccupa di divergere l’attenzione su questioni piu’ astratte, ovvero sul potere che ha la musica di modificare i nostri sentimenti. La Follia ha appena rubato la lira di Apollo, dio della musica, e piomba sull’azione in modo originalissimo. Si fermi tutto. Si accendano le luci in sala. Via il direttore d’orchestra, che’ l’orchestra se la dirige da sola. La Follia dichiara che indipendentemente dalle vicende, e’ la musica ad influenzare i nostri stati d’animo, cosicche’ noi godiamo delle sventure della grandiosa Platee a causa della musica con la quale le sventure sono narrate. Per dimostrare la validita’ delle sue considerazioni, la Follia racconta la storia di Dafne, che, rifiutandosi di cedere ad Apollo, viene trasformata in albero.

Partiamo dal testo:
[...] Aux languers d’apollon
Daphne se refusa
L’amour sur son tombeau
eteignit son flambeau
la metamorphosa
c’est ainsi que l’amour
de tous temps s’est venge’
que l’amour est cruel
quand il est outrage!

La tragedia e’ raccontata su delle note gioiosissime, e la Follia, essendo folle di per se stessa, ripete ossessivamente le stesse parole, associandole alle espressioni ed alle tecniche canore piu’ diverse: gorgheggia, trema, ride, sbadiglia, ulula, si spaventa, ride. Nessun nesso logico. Oppure e’ logico. Innanzi tutto, si dice che Dafne si rifiuta di cedere alle voglie di Apollo, quindi viene trasformata. Sto quasi per prendere le parti di quella sciocchina di Dafne, quando… poiche’ l’amore e’ crudele quando viene oltraggiato. Un momento. Amore??? Questa doveva essere violentata. Non esattamente una romanticheria, no? La Follia compiange e deride Dafne, indifferentemente. Questione di punti di vista, entrambi validi. Ed i punti di vista appartengono entrambi alla stessa bocca che li pronuncia. La Follia, in pratica, non distingue tra un giusto ed uno sbagliato, semplicemente non distingue. La Follia e’ quello che e’, non ha opinioni, vuole solo deridere tutto e tutti. L’espressione di ovvieta’ con cui ad un certo punto si dichiara che “la metamorphosa” e’ impagabile. Tu fai questo e quest’altro, sei talmente scema da non farti una sana trombata con il dio piu’ figo che hai a dispposizione, fai la schifiltosetta… ed e’ OVVIO che ti ritrovi trasformata in albero, no, sciocchina???
La Follia e’ libera. Parla con chi vuole, si appropia dell’orchestra, fa condividere tragedia e commedia all’interno di una musica regale. Uno dei personaggi piu’ veri che mi sia capitato di incontrare. Prende le cose per quello che sono, stravolgendone forma e contenuto.Anzi, scambiando loro di posto. La tragedia narrata diventa diventa semplicemente la forma in cui trasmetterci una pagina di canto e musica. Ad ognuno di noi trarne le conclusioni.
La Follia se ne va, ridendo di tutti, in una sorta di balletto che e’ una pantomima del balletto stesso.
Ho assistito ad una tragedia od una commedia? Dipende. Dipende da che cosa scelgo di guardare. Una tragedia dissacrata od una commedia sublimata? Boh. Alla Follia non interessa. E neppure a me :-)

Nel video qui sotto, Mme Delunsch offre un’interpretazione magistrale della Folie durante un concerto.

15 Risposte

  1. ops! la metamorphosa!

  2. Beh, io che so’ buonista provo pena per la povera Platee… Insomma brutta, povera, vive in un pantano (cioé in pratica una favela per ninfe) e pure le fanno questi simpatici scherzetti… Se poi si presentasse con un AK47 e facesse una strage… insomma non avrebbe mica tutti i torti…

    Quanto invece al potere della musica… beh, decisamente… Chissá se funziona anche per convincere le sgnaccherone… ehm… bisogna che provi… :P

    Regy

  3. Oh Andyno ma che bel postino!

  4. Any, sissi’… capito da dove mi vengono le idee :-) ?

    Regy, butto un po’ di benzina sul fuoco: la Platee era meta’ rana e meta’ donna. Ergo, un cesso. Ma ella si riteneva di bellezza sopraffina, e uqando le fanno credere che Giove la vuole sposare…aaaah, devi vederla come va in giro altezzosa, la sciagurata! Sul resto, insomma! Sei gia’ con la BabyG, no? Dove va a finire la tua sobrieta’ di costumi??? Sempre a pensare alle sgnacchere. Comunque ieri sera la Baywatch era da violenza carnale sui blocchi di partenza :-)

    Michela, sono contento che ti piaccia… :-) Come vedi, oltre alle Fabs c’e’ di piu’… :-P

  5. Scusa ma….
    Com’è che ti vengono sti post?????????

  6. T’ho ispirato alla grande peró.
    La Follia é libera….bello.

  7. …salvarti sull’orlo del precipizio, non ci si puo’ lamentare…
    Grazie Andy. Adoro Rameau. Baci

  8. Cignetta, potrei risponderti in diversi modi, ma scelgo di ripetere cio’ che ho detto ad un mio compagnuccio di nuoto: non sono solo dotato di Fabs e bicipiti assassini, ma anche di cervello :-P
    Scherzi a parte, sai che sono dissociato no? Un momento si va a far le zoccole, e quello dopo si discute di storia :-)

    Xeena, ti avevo promesso ch avrei cercato di darti spiegazioni se ne avessi chieste. Ergo… :-) Comunque mi hai dato un ottimo spunto. Grazie :-)

    Golden!!!! Sempre bello quando fai capolino dalla kiltonia! Devo confessarti che di Rameau conosco pochissimo, giusto la Platee ed un paio di altre cosine. Peccato, perche’ e’ un genio… ed io sono un lazy ass. Ma sono contento che ti sia piaciuto :-)

  9. che carino sei!
    E’ in arrivo un regalino….una sferzata energetica…mi dirai se ti e’ piaciuto. Bacioni

  10. Golden… yuuuuummmmm… fantastico. Grazissime :-)

  11. non ho letto niente..tornerò..volevo solo augurarti una bella giornata…bellabella, ehhh…

    minnie-bacio

  12. Conosco Pelléas & Mélisande di Debussy, ma quest’opera davvero non la conoscevo. Grazie davvero per questo dotto (ed istruttivo) post.

  13. Minnie, very buonissima giornata anche a te…

    Eternauta, Pelleas & Melisende e’ magnifica, ma anche in questo caso vado a ricordi. Non ho il CD :-( e neppure un DVD. Comunque mi fa piacere che il post ti sia piaciuto, ma la dottaggine la lasciamo ai signorini bonton, ok??? ;-P ho una cattiva reputazione da difendere… chi indossa canottacce ed e’ dotato di sani istinti non dovrebbe impicciarsi di cose intellettuali, quindi piglia questo post come un’interpretazione rigorosamente personale e imprecisa (non mi stupirei se avessi commesso un bel po’ di errori riguardo i fatti narrati) di un brano musicale :-)

  14. A dire il vero Daphne non viene tasformata in un albero per volere di Apollo (come pare si voglia far intendere da questo post), ma la “nostra” Ninfa invoca il padre, Dio del fiume, e chiede esplicitamente di essere trasformata in un albero proprio per sfuggire ad Apollo.

  15. MI scuso per la poca chiarezza con cui ho raccontato la storiella di Dafne, e ringrazio per il chiarimento. D’altra parte, in questo caso la storia viene raccontata dalla Folie, attraverso la sua visione delle cose. Il testo stesso non e’ univoco, essendo il soggetto di “la metamorphosa” molto probabilmente “l’amour”, inteso in modo duplice e come sentimento (ironicamente) protagonista della vicenda, e come entita’ in grado di compiere la trasformazione stessa. Mais bon, melius abundare quam deficere quando si tratta di dettagli. :-)

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