La legge dell’azione di massa, in chimica, e’ una legge molto utilerrima che permette di predire in modo matematico la velocita’ con cui avviene una certa reazione. In soldi spiccioli, piu’ quantita’ avro’ di un certo reagente, piu’ velocemente avverra’ la reazione nella quale il reagente e’ coinvolto. La cosa intrippante e’ che quando si parla di un reagente, istintivamente si pensa un po’ in temrini di ricette. Cioe’, si percepisce un reagente come una fetta di qualcosa, o un pugno di polvere come fosse farina. La realta’ e’ che il reagente (ma anche la farina, il prosciutto, le Fabs ed il Concorde) sono formati di tantissimisse piccolissime entita’, le molecole, ognuna delle quali si fa i benedetti affaracci suoi. Ovvero: se consideriamo le molecole una per una, ognuna fa repubblica a se’, ma globalmente, la legge dell’azione di massa ci dice che esse si muoveranno tutte, alla fine, in un determinato modo.
Ora. Non e’ che io mi sia incazzato poco con la comunita’ gaya greca, eh. Ci sono migliaia di ellenici gayi e gaye che sono ad Atene a manifestare garruli per non so quali diritti omo. Ma benissimo! Arrivano una cinquantina di fasci e si mettono a tirare pietre o dare fastidio. La polizia interviene a favore dei gayi e tutti sono felici e contenti. Ma scherziamo??? Che merda e’ questa??? Migliaia di persone che manifestano e 50 deficienti sono in grado di mettere il tutto in crisi? MA quando impareranno i gay a difendersi da soli? Cazzo, alcune migliaia di persone nno sono in grado di prendere i 50, spezzare loro braccine e gambine e riprendere la festa?! Visto che sono convinto che il fuoco si combatta con il fuoco, che la sopportazione ed i piagnistei favoriscano solo il ripetersi di certe situazioni, preferirei avere 50 fasci alll’ospedale per un lungo periodo. La volta successiva ci penserebbero piu’ e meglio prima di andare a rompere le scatole a chi ha in programma di festeggiare qualcosa o di dimostrare pacificamente per i propri diritti. Se c’e’ una cosa che la comunita’ gay ancora non ha imparato, secondo me, o che n on ha applicato abbastanza, e’ che se ti pigliano a pugni non puoi rispondere a borsettate, anche se la borsa e’ di Gucci. Tutte queste reginette di sto paio dovrebbero smettere di frignare, iscriversi i palestra, sollevar pesi, studiare pugilato, arti marziali e imparare a prenderle e darle.
A lato. Mise per il pride, visto che il tempo e’ un po’ unpredictable: trainers, jeans lungo con strappo strategico, tanktop (toglibile al bisogno) con scritta in paillettes del tipo “I am gay but it is a secret” o “Nobody knows I am gay”. Insomma, quasi pronti per le fotine… solo che il top me lo devo decorare da solo!!!!!!!!! uaaaaaaaaaaaargh
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Ciao Andyno,
capisco la rabbia e capisco il tuo punto di vista.
Temo peró che nel momento in cui i 50 deficienti fossero stati presi a pugni, si rischi di creare una faida. Per cui la prima cosa che faranno dopo essere usciti dall’ospedale sara’ recarsi al primo arcigay disponibile e tirare una Molotov, o qualcosa di simile. Proprio perche’ sono cretini e quindi non arriverebbero mai al ragionamento: “Ho fatto lo stronzo, me le sono cercate, peggio per me”. Invece penserebbero che quei frociacci brutti, cattivi, e pervertiti meritano una lezione, e a quel punto magari ci scapperebbe il morto.
Invece credo che abbiano fatto bene a farsi difendere dalla polizia, il cui compito, é ESATTAMENTE quello di difendere i cittadini, anche se uomini con borsetta Gucci.
Ciao,
R
evvabbè ma la polizia è quella che deve intervenire!!
), ma così diventa un casino! non so poi se i fasci smetterebbero, è la stessa situazione che si verifica e si verificava quando incontrano l’ultrasinistra in determinate circostanze,, si menano e alla successiva occasione ancora….
non perchè i gayi non siano in grado di dare borsettate o di scazzottare, anzi, mi sembra che il 90% dei muscoli al mondo siano dalla vostre parti, gli etero tendono più al flaccido (
Regy ed ANima, vi rispondo in modo cumulativo. Dunque. Innanzi tutto direi che in linea teorica avete ragione, e soprattutto il fatto che la polizia abbia difeso i manifestanti mi ha impressionato favorevolmente. Detto questo. Non e’ che si tratta di un episodio isolato. La faida contro i gay esiste gia’. I pestaggi piu’ o meno sistematici ci sono gia’. Se invece che frignare si restituisse, sarebbe un monito per dire: ok, se viene a cercar grane le trovi. Quando un gruppo di nazi ti aspetta fuori da un bar e ti pesta perche’ sei gay, non c’e’ sempre la polizia a portata di mano. Bisogna impatrare a difendersi, almeno se ti arriva un pugno riesci a restituirlo e non sei li’ a prenderle come un sacco di patate. Questo soprattutto se la Grecia e’ come l’Italia (cosa che non so) e ai fermati non viene fatto assolutamente nulla. Il risultato e’ solo un rimandare, perche’ prima o poi non ci sara’ la polizia a proteggere le reginette.
Quello che pensa sta gente cretina? Ecco qua: tanto quei froci non sanno difendersi, divertiamoci a pestarli. Spezza un po’ di nazibraccia sul serio, non per avvertimento ma per fare male, e magari pensano: ok, sti frociacci cattivi sono degli animali, pero’ se pesto loro i calli magari me le restituiscono anche.
Proprio perche’ non credo che visto che la polizia e’ intervenuta le cose cambino…
beh, ma allora non c’entra niente essere finocchi: tutti dovrebbero essere in grado di difendersi se attaccati da molestatori, rapinatori, violentatori…
Andy,
Credo tu sappia che mi schiero sempre verso minoranze, ma ora pretendi troppo, bisogna vedere in quanti sono in grado di non usare borsette griffate, questo è il problema vero.
Un sorriso di solidarietà
Roy
Cope, infatti. Solo che nel “nostro” caso, abbiamo in piu’ l’aggravante del pregiudizio, in parte del tutto meritata.
Roy, io non ho la borsetta, figuriamoci se firmata… quando mi sono accorto che la borsetta di GUcci costava quello che costava, con quei soldi mi ci sono pagato le lezioni di ju-jitsu
Andy nun so d’accordo mancumpò.
A me me piace la democrazia, e mi spiace non ho stima in chi si fa giustizia da se. Era giusto che la polizia intervenisse ed è giusto che si sia occupata la polizia di arginare er manipolo fascio. Il quale manipolo fasco si distingue spesso per le reazioni che tu auspicheresti.
Tu. Non tu Andy, non mi cadere ner tranello che ah semo gay ma siccome semo Veri Masculi Veri, dobbiamo sapere menare anche noi eh!
Che tra il testosterone nell’omini e nelle scimmie ce deve essere almeno una legge di differenza.
Zauber, ecco io penso che in linea teorica tu, ma anche Erre e la Anima, abbiate ragionissima. Infatti ripeto che sono piacevolmente sorpreso (e pure contento, eh) del fatto che la polizia sia intervenuta a portare via questa gente.
Pero’ quando ti ritrovi spalmato sulla strada con il naso rotto il fatto che la polizia debba prendersi cura dell’accaduto diventa molto ma molto marginale, secondo me. Cioe’, e’ una questione di tempi: e’ giusto che la polizia punisca questa gente e non tanto perche’ ha aggredito un gay, ma semplicemente perche’ ha aggredito altre persone. Ma questo succede solo DOPO. Mentre ti pestano se non sai difenderti le buschi e basta. C’e’ una differenza di fondo tra chi attacca e chi si difende, ed e’, appunto, che l’uno attacca arbitrariamente, l’altro si difende solo perche’ attaccato. NOn sto dicendo che si debba andare in giro ad attaccare briga, a pestare la gente random o ad aggredire. Dico solo che se ci si sapesse difendere forse ci sarebbero meno aggressioni.
io ti capisco, può anche venire voglia, è come quando la sinistra più sinistra incontra i fasci, o come quando i fasci fanno qualcosa, come ad esempio a villa ada l’anno scorso, e dai centri sociali parte la “risposta”. è una questione di metodo mi attacchi e io te meno. lo capisco pure, e conosco persone che sostengono il “metodo”. i fasci lo sanno che la risposta è quella, infatti vanno con il casco, oltre che con altre armi improprie. bisogna ammettere però che non serve, non fa diminuire la violenza nei confronti nè dell’ultrasinistra nè dei gay. poi, boh, la maggior parte dei gay che conosco io sono persone abbastanza miti, per quanto muscolosi, non ce li vedo a spezzare braccini…..
In qualità di pugnace e pugnettosa vorrei dare una risposta tardiva e anche un po’ OT. L’idea di farsi giustizia da soli è malsana, ma si può dire altrettanto dell’idea di difendersi?
Sono perfettamente in linea con Andy su due aspetti:
1. difesa personale e arti marziali per tutti. Trovo che sia molto importante ed altamente educativo, per diversi motivi. Praticare le arti marziali, al di là del luogo comune, non ti trasforma ipso facto né in Joda né in Van Damme, ma aiuta moltissimo ad affrontare i proprio “muri”, i limiti interiori, l’ansietà, le paure, proprio per l’atteggiamento mentale che è necessario adottare per funzionare sul tatami. Aiutano a sviluppare coordinazione, agilità, prontezza, e dal punto di vista della difesa insegnano come dire “al corpo” ad adottare determinati sistemi incruenti di evasione, respingimento dell’aggressore, rovesciamento delle situazioni sfavorevoli che poi vengono adottati istintivamente. Per quanto attiene la difesa personale, il fatto è molto semplice. Al di là dell’effettiva utilità di alcune pratiche, se non ti senti inerme, non sei percepito come inerme, e non sei trattato come inerme. Quante delle fastidiose molestie che hanno importunato per anni amiche e colleghe a me sono state risparmiate, non già in virtù della mia racchiaggine o della fortuna, ma in virtù del fatto che sono un armadio a due ante e il mio body language (volente o nolente) è perennemente settato su “avvicinati e ti faccio il culo a pois”? e poi e poi, vuoi mettere la rigidità marmorea del palestrato standard con l’agilità dell’aikidoka? Yuuuuuuum!
2. ad un certo livello, non c’è recupero, e la possibilità di rieducazione di certi soggetti esce di prepotenza dal campo dell’accademia per entrare di diritto in quello della fantascienza o della stronzata pura. E mi spiace dirlo ma l’unico favore che si potrebbe fare alla società in questi casi sarebbe di renderli incapaci di nuocere rinchiudendoli – o spezzandogli i femori.
Ciò detto, anch’io ravviso il pericolo della faida, ma trovo auspicabile in ogni caso lasciare giù la spy bag che oltretutto fa cagare e munirsi di borsette tipo tarocco mandarina o tarocco carpisa, piccole e robuste e con tracolla abbastanza lunga e solida da ottenere l’effetto cosiddetto “fionda palestinese”, e piazzarci dentro l’utile portacenere di albastro da kg 2 che fa bella mostra di sé sul buffet. Sia mai detto che si alzino le mani per primi, ma nel caso.
ANima, certo, la maggior parte di noi e’ tendenzialmente tranquilla, pero’ questo non vuol dire che sono disposto a prenderle in silenzio ogni volta che a qualcuno viene voglia di darmele. Magari i tipi avranno anche casco ed armi improprie, e magari me le danno di santa ragione, ma che si stia li’, inermi senza fare niente a frignare questo non fa altro che invitarli per il prossimo round. Ovvero: a dargliele indietro ritornano e a non dargliele ritornano, ergo non vedo il perche’ non ripagare con la stessa moneta.
Any, d’accordissimo e sull’escursus sulle arti marziali e sulla loro valenza pedagogica, sia per chi le pratica che per chi le “subisce”. Non credo al recupero, e francamente non mi interessa. Ci sono valori base che dovrebbero essere acquisiti da tutti, se non lo sono e causano violenza, benvenga il femore rotto. Mai alzare le mani per primi, considerare la fuga in ogni caso, ma se non e’ possibile rendere pan per focaccia. Almeno provarci.